La lettura dei Tarocchi
Uno strumento per connettersi con la propria saggezza interiore
La lettura dei Tarocchi è un momento che ci dedichiamo per stare in ascolto di noi stessi, per osservarci dall’esterno, in cui ci confrontiamo con i nostri interrogativi cercando una risposta. Di fronte ai nostri quesiti il Tarot (vero nome dei Tarocchi) ci fa domande, ci sonda, vuole renderci consapevoli, distilla dalla nostra interiorità quelle risposte che non riusciamo a vedere o che non vogliamo seguire perché potrebbero rappresentare dei percorsi immaginati ma mai intrapresi. Il Tarot ci aiuta a far sgorgare la saggezza che è dentro di noi.
Immagini che vengono estratte e che approfondiscono, che entrano maggiormente in contatto con la questione posta al Tarot e con noi stessi: immagini che formano una fotografia che possiamo guardare dall’esterno, prendendo un po’ di distanza da ciò che magari in quel momento mina la nostra tranquillità, il nostro equilibrio, o che addirittura ci affligge, e grazie a questa distanza cercare di vederci dall’esterno e di essere più obiettivi con noi stessi. Noi stessi, ecco forse il vero obiettivo di ogni lettura di Tarocchi: un contatto profondo con la nostra parte più intima, con la nostra saggezza più profonda, con il nostro Sé superiore, con la nostra Anima.
Perché se il Tarologo, colui che aiuta il consultante a dialogare con, e attraverso, il Tarot, alla fine traduce un messaggio significa che, essendo un traduttore, non è di certo lui ad averlo scritto in quanto ne è semplicemente un tramite.
Chi scrive allora il messaggio?
Uno dei primi insegnamenti del Tarot è il dualismo: già a partire dalla sua struttura, macroscopicamente divisa in Arcani Maggiori e Arcani Minori, attraverso le sue icone ci mostra che un grande dualismo che compone l’essere umano è tra la sua parte interiore e la sua parte esteriore. Tutti noi sentiamo, proviamo delle cose che definiamo interiori, tutti noi spesso diciamo “in profondità sento”, e magari questo sentire è diverso da quello che invece mostriamo all’esterno: si evidenzia qui una nostra dicotomia tra quello che è interno e quello che è esterno, tra quella che è la nostra essenza e quello che mostriamo al mondo.
Uno dei modi per definire questi due aspetti di noi è il dualismo Personalità – Anima. Il conflitto che a volte proviamo internamente è dovuto all’attrito esistente tra queste due parti di noi, Personalità e Anima: ad esempio le scelte che vogliamo intraprendere, le relazioni che abbiamo, il lavoro che facciamo possono creare in noi contrasti che portano a chiederci se stiamo facendo la scelta giusta, se la relazione che abbiamo sia quella corretta oppure se il nostro lavoro sia proprio quello che ci permettere di esprimere i nostri talenti e realizzare i nostri sogni.
In tali momenti cerchiamo una guida, desideriamo capire perché sentiamo in noi il conflitto e se quello che proviamo e le scelte che vogliamo fare siano corrette, in qualche modo sappiamo che una risposta esiste e per questo la cerchiamo: chiediamo consiglio e cerchiamo lo strumento o la persona più adatta ad aiutarci a trovare la risposta.
Il Tarot è uno strumento per cercare di comunicare con la parte più profonda di noi, il nostro Sé superiore, la nostra psiche profonda, la nostra saggezza interiore, la nostra Anima. Ed è proprio lei a scrivere il messaggio, attraverso la personalità del consultante (se è in presenza o se ha occasione di estrarre personalmente le carte) oppure attraverso la personalità del Tarologo (qualora sia esso a estrarle). Il Tarologo in ogni caso attraverso l’analisi delle icone e il colloquio con il consultante traduce il messaggio, in quanto studioso ed esperto della lingua Tarot, e lo porge al consultante il quale, tramite il proprio libero arbitrio, deciderà come utilizzare le informazioni e la risposta ricevuta.
