Il Tarot
Tarocchi è il nome utilizzato in Italia ma il nome corretto è la parola, di derivazione francese, Tarot: un suono e un simbolo. Tarocchi è un nome plurale e ricorda appunto una moltitudine mentre Tarot è singolare ed esprime l’idea di unità: già a partire dal suo vero nome questo gruppo di icone vuole ricordarci il concetto di unità e lo fa per riportarci alla nostra unità e cioè alla nostra vera essenza. Questo insieme di 78 icone conosciute anche come Arcani, è suddiviso in 22 Arcani Maggiori e 56 Arcani Minori: la parola arcano proviene dal latino arcanus e significa occulto, segreto, misterioso. Arcanus deriva dal latino arca che vuol dire scrigno, forziere. In aggiunta il termine sanscrito arcana significa immagine sacra. Gli Arcani dunque come icone misteriose, uno scrigno che custodisce tesori, immagini sacre.
La categoria di giochi (mazzi) di Tarocchi che preserva questi tesori è il Tarot de Marseille (Tarot di Marsiglia) e in particolare l’edizione del 1760 del maestro cartaio Nicolas Conver, da considerare come il modello di riferimento. È proprio nel mazzo di Conver che è possibile ritrovare la struttura cifrata che permette, attraverso il suo studio e la sua comprensione, la lettura del Tarot. Come il linguaggio che utilizziamo è un codice (ad esempio la lingua italiana con cui è scritto questo testo), una struttura codificata in simboli (le lettere sono simboli ai quali sono associati dei suoni) e normata da leggi e regole che impariamo per comunicare, scrivere, leggere, studiare, etc.
Anche il Tarot possiede una struttura cifrata all’interno del mazzo stesso, basata sulla combinazione dei simboli, dei numeri e dei nomi delle icone, dei colori, una struttura che manifesta il linguaggio stesso del Tarot, con le sue regole, codici e leggi: linguaggio che dunque è possibile studiare e imparare, e attraverso il quale è possibile comunicare.
È proprio perché siamo di fronte ad una lingua che possiamo chiamarla “lettura” e, trattandosi quindi di un linguaggio, la lettura dei Tarocchi, anzi, la lettura del Tarot, non vuole essere un’interpretazione delle immagini quanto più una traduzione del messaggio veicolato dal Tarot, ed è così che io mi pongo, come un traduttore, un tramite tra chi vuole consultare il Tarot e il Tarot stesso.
Il mazzo utilizzato in questo sito, e nelle letture, è il restauro del Tarot de Marseille ad opera del mio maestro Carlo Bozzelli, fondatore dell’Accademia dei Tarocchi (dove mi sono diplomato e continuo ad aggiornarmi), restauro che ha riportato al suo antico splendore il mazzo di Conver, ristabilendo la sua essenza e la sua integrità.
Arcani Maggiori
Arcani Minori
