Chi sono
Come lo studio del Tarot di Marsiglia mi ha rivelato un linguaggio nascosto tra le sue icone
Mi chiamo Francesco Vettorello e da che ho ricordi i simboli mi hanno sempre appassionato e incuriosito. Di fronte a ogni forma d’arte mi sono sempre chiesto se in quelle rappresentazioni simboliche non vi fosse occultato qualcosa di più profondo oltre a ciò che potevo comprendere immediatamente. Anche la vita mi ha sempre dato la sensazione che ci sia qualcosa che va oltre a ciò che si vede o anzi, a ciò che ci sembra di vedere, e nel tempo ne ho sempre cercato il senso più profondo. Una ricerca che è sempre in corso.
Anni fa, grazie ad un amico che eseguiva una lettura in pubblico, ho assistito all’utilizzo del Tarot (nome corretto per riferirsi ai Tarocchi): si trattava di un mazzo del Tarot di Marsiglia e rimasi incantato dalle icone raffigurate nelle carte e dal fatto che attraverso tali icone si potesse instaurare un dialogo che fosse di aiuto alla persona che le consultava.
La visione di quelle carte mi colpì profondamente, disegni così semplici ma che allo stesso tempo trasmettevano l’idea di un mistero profondo appena sotto la loro superficie e sentii dunque il desiderio di conoscere il Tarot per poterlo utilizzare per me stesso, per poterlo usare come avevo visto fare, per riuscire a mettermi maggiormente in contatto con la parte più autentica di me.
Iniziai così ad ascoltare la mia curiosità e ad approfondire l’argomento e, seguendo dei preziosi consigli di amici appassionati della materia, presi dei libri e rimasi estasiato dal mondo che mi si stava presentando davanti. Nello studio cercavo di capire come poter entrare in contatto e utilizzare al meglio questo strumento: cercavo, se c’era, il metodo che potesse essere più adatto a me.
Leggendo uno dei libri consigliatomi, “Il Codice Dei Tarocchi” di Carlo Bozzelli, fondatore dell’Accademia dei Tarocchi e colui che sarebbe poi diventato il mio maestro, ho capito che il metodo da lui insegnato era proprio quello che cercavo: è lo stesso mazzo del Tarot il libro da osservare e da studiare per imparare questa lingua, costituita da una grammatica e da un lessico, che parla attraverso simboli, numeri e parole ma innanzitutto e soprattutto per immagini.
Così mi sono iscritto ai corsi dell’Accademia Dei Tarocchi, dove mi sono diplomato e con la quale continuo a studiare e ad approfondire. Il viaggio con il Tarot continua.
